Intervista,  Tuomas

Tuomas: le mie prime volte musicali

Metal Hammer ha pubblicato una breve intervista a Tuomas in cui parla delle sue ‘prima volte’ musicali.

Eccola tradotta per voi

 Qual è stato il primo disco che hai comprato?

Il primo album che ho comprato fu Asylum dei Kiss. Ho studiato clarinetto e piano a scuola, a partire dai sei anni, quindi conoscevo solo Beethoven e Bach. Mio fratello ha 10 anni più di me, e amava il rock. Adorava i Maiden, Kiss e Slade, cose così. Volevo fare bella figura con lui, quindi comprai Asylum, ma non mi piacque affatto. Ora mi sembra più gradevole e lo capisco, ma per un bambino di nove anni che conosceva solo musica classica era uno shock!!

Qual è stato il primo singolo comprato?

Penso Enter Sandman dei Metallica. Nel 1992 ho fatto un anno all’estero, in Kansas e la mia famiglia ospitante mi portò a vederli, assieme ai Guns ‘n’ Roses. C’erano 80.000 persone a quello show di Kansas City, nello stadio di calcio, fu un’esperienza pazzesca. Non conoscevo i Metallica, ero ancora dentro alla musica classica fino al collo, al massimo Gary Moore o i Queen, a niente di Heavy. Ci andai solo perché non mi sembrava educato rifiutare. In realtà mi ha cambiato la vita. Suona romantica come cosa ma è così.Una volta tornato in Finlandia ho comprato tutto il possibile dei Metallica, quindi anche Enter Sandman. ֤É un vero inno metal per me, tutti ne conoscono il riff, anche se non sono fans del metal. Non mi stanca mai quel pezzo!

Qual è stato il tuo primo concerto?

Come sopra, Guns e Metallicaf, 23 Settembre 1992 a Kansas City.

Ricordo ancora quando la famiglia ospitante mi parlò del concerto, non ne ero entusiasta. MI piaceva suonare il mio clarinetto e il piano perché era l’unica musica che conoscevo, incluso Mozart.

L’heavy metal non mi interessava ma l’atmosfera di 80 mila persone in uno stadio, con gli effetti pirotecnici è stato wow! Da quella notte sono diventato un fan del metal. Non tanto per i Guns and Roses, visto che i Metallica suonarono come supporter, ma ero così ebbro mentalmente che non potevo concentrarmi su altro. Aprirono con The Shortest Straw, e per le due ore successive mi sentì davvero felice. All’epoca James si era bruciato la mano in un incidente sul palco, quindi cantava soltanto. Alla fine fecero Enter Sandman. Fu una notte incredibile-

Qual è stato il primo concerto da musicista?

Il primo show dei NW l’abbiamo fatto a Kitee, paesino di 10.000 anime. Era la vigilia di natale del 1997, due mesi dopo la pubblicazione di Angel Fall First. Non avevamo mai suonato ma ci sembrava giusto vedere come andavano le cose su un palco.
Ho ancora la registrazione su VHS, è divertente. Sono passati 20 anni e la band è cambiata tantissimo. C’erano 300 persone, e tutti si conoscevano. Era quasi natale, quindi c’erano amici e parenti. Era bello, sentivo che erano tutti fieri della band locale, che era riuscita a fare un disco e firmare un contratto. Eravamo persino nella classifica finlandese, al 37esimo posto. C’era davvero un bell’umore festivo quella sera.

Musicalmente eravamo innocenti. Doveva essere una cosa una tantum ma abbiamo visto che ci piaceva parecchio suonare live, avevamo potenziale. Tante persone gradivano la musica, era come accendere una miccia. Dopo due mesi lasciai i miei studi, studiavo biologia, e tornai a casa dei miei. Presi in prestito 8000 marchi finlandesi per comprare una nuova tastiera e i NW iniziarono a lavorare davvero. Insomma, ho dei genitori davvero presenti! Un vero amore!

Il primo tour?

Il primo tour dei NW l’abbiamo fatto dopo Oceanborn, alla fine del 1999. Eravamo in supporto ai Rage e abbiamo girato in Europa per circa 5 o sei settimana (hanno suonato anche in Italia per la prima volta a Torino, ndr)

Non c’erano aspettative su di noi visto che eravamo il gruppo spalla, tutto di guadagnato a girare e farci conoscere.

Infatti penso che abbiamo conquistato tanta gente con quel tour. Abbiamo anche apprezzato fin da subito lo stile di vita ‘nomade’.

Sentivamo che era una cosa che volevamo continuare a fare, e questo senso di avventura persiste ancora oggi.

Ci sono poche cose al mondo migliori della sensazione di svegliarsi su un tour bus, farsi un caffè e guardare fuori dal finestrino gli scenari cambiare, dopo una serata di buona musica…è un raro momento che va goduto e vissuto.

 

Potete leggere l’intervista originale qui

Traduzione a cura di Nightwishers.

 

 

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