Stormbringer: Recensione di EFMB

Ora che il promo tour della band in giro per l’Europa ha toccato varie tappe, cominciamo a leggere sempre più recensioni. Eccone una, molto dettagliata, tratta dal sito Stormbringer.
La traduzione è molto ‘di servizio’, tratta dal forum ufficiale.

In un freddo giorno di Febbraio la Nuclear Blast ha richiamato presso la sua sede giornalisti e gestori di siti, per ascoltare l’opera dei NW: indubbiamente descrivere a parole una composizione unitaria di 70 minuti e passa, soprattutto dopo un solo ascolto

1-      SBTB: non ha un intro separato, ma parlato che porta a versi forti e orchestrazioni effettive. Il ritornello sembra insignificante ma si costruisce con un crescendo e diventa un vero inno. Da notare il ‘duello’ chitarra/ tastiere a metà canzone: lo stile è simile agli Stratovarius. Ma cosa sarebbero i NW senza cori? Bisogna aspettare la fine della canzone per sentirli e concludere il segmento musicale in maniera perfetta.

2-      Weak Fantasy: Questa canzone è composta in maniera differente e sorprese con versi orientaleggianti e acustici. IL ritornello è molto cupo e forte, con dietro l’orchestra a sostenerlo. Anche qua la sezione centrale è interessante: Marco è al top della forma, i suoni sinfonici di sottofondo sono perfetti. Nell’ultimo ritornello c’è un meraviglioso dialogo tra Marco e Floor. Va però ammesso che questa canzone è di ‘lenta digestione’ e ci vorranno più ascolti per apprezzarla.

3-      Elan: il primo singolo è sorprendentemente ‘scialbo’, quasi jazzy e legato al suono del flauto di Troy. I versi danno un’atmosfera densa, che ricordano quasi Nemo. L’atmosfera è trascinata in un ritornello ovattato che poi esplode nel grande finale. E’ una scelta molto coraggiosa per un singolo ma di sicuro renderà felici i fans.

4-      YIAEH: Qui la band tira fuori tutto quello che i fans amano. L’intro orchestrale è composto alla perfezione, lo stile è quello delle grandi colonne sonore. Il tutto esplode con forti riff che terminano le orchestrazioni. Nei versi Floor si mostra energica, fino a che Marco non prende potere con un bridge atmosferico e cupo. Non è tipo della band ma sanno come brillare anche facendo qualcosa di nuovo. La parte mediana è ampia e principalmente composta da accompagnamenti sinfonici. Un pezzo con molto potenziale…

5-      ODITS: Ecco un ritornello che vi darà i brividi, grazie ai versi tipi di una ballata.  Penso sia il documento ufficiale che sancisce la scelta di Floor come singer della band. Oltre alla sua voce energica, sentiamo la sua parte emotiva, fondamentale per questo pezzo.  IL ritornello mantiene l’atmosfera cupa e calma. C’è un bel dialogo tra Floor e le parti di chitarra, ma poi il pezzo torna alla sua struttura precedente, intensificandosi con un secondo ritornello che sembra ancora più potente. Il tutto culmina con un lungo outro, con piano, orchestra e flauti.

6-      My Walden: L’intro è dominata da suoni dallo stile indiano e dalle pipes di Troy: ricorda quasi IWMTB. I versi però sono cupi e ricordano Ghost River. Il ritornello è dedicato ad ambientazioni Folk.  La parte centrale è acustica con violini e pipes.

7-      EFMB: La prima cosa che viene in mente è ‘I cari vecchi NW!!”. La title track ha una giusta corposità e il basso dominante di Marco ricorda IWIHAA. Il bridge sembra saper di poco ma è catchy e potente, sarà un sicuro inno da concerti. Sembra quasi che Floor sia parte della band da anni o che comunque sia un’ottima scelta. La parte centrale è dominata da bassi e chitarre potenti, seguita da un coro e un’orchestra che introducono una parte di piano forsennata. Nel ritornello finale abbiamo un altro meraviglioso dialogo Floor-Marco. Se la band volesse atterrare sul morbido, potrebbe scegliere questo pezzo come singolo.

8-      Edema Ruh: La melodia principale ha chiari riferimenti ad Amaranth, mentre i versi sono più in stile ballata. Il ritornello è molto emozionante, ma anche calmante. La parte centrale ha un effetto particolare, con grandi flauti e atmosfere dark, portate all’estremo da Marco. Il ritornello finale è massiccio e perfetto per ogni amante della musica sinfonica.

9-      Alpenglow: il titolo è la cosa più bizzarra che abbia mai letto su una tracklist dei NW. Almeno musicalmente è buona, con un’intro orchestrale semplicemente bellissima, quasi da brivido. La canzone è lenta ma cresce in un forte brige. Anche il ritornello è tranquillo ma si riprende vigorosamente. La canzone è tutto un crescendo ma la parte centrale non funziona, con i flauti di nuovo.

10-   TEOSG: Cosa mancava fino ad ora? Ovviamente uno strumentale. Ecolo qua un piatto d’argento: una composizione densa e un’atmosfera forte, basata sulle percussioni e suoni stile arpa. Si sente solo un coro di voci bianche che si lega perfettamente al mood generale del pezzo. Il problema con questa canzone a mio avviso è la lunghezza: dopo un po’ perde fascino e sarebbe stato meglio un qualcosa di più breve come Arabesque, che nella sua immediata brevità ha successo.

11-   TGSOE: Ecco il mostro, 24 minuti di canzone che i NW ci lasciano.  Il pianoforte introduce il pezzo e una lenta orchestrazione. La melodia è bellissima e ricorda ancora le colonne sonore. Sappiamo benissimo che la forza dei NW è la perfezione e qua lo dimostrano un’altra volta. Floor è splendida, con un cantato in stile opera molto forte ed espressivo, mostrando quando sia in grado di gestire la sua voce. Di nuovo il piano introduce un nuovo segmento, questa volta di Troy e successivamente del narratore che pone fine a questo lungo intro. La canzone inizia davvero ora. La melodia è da pelle d’oca e emerge pura pazzia e mood intensi. La prima stanza include la voce distorta di Floor e un bridge che è un vero inno. Quando inizia il ritornello tuttavia il pezzo si fa intenso e Floor da vita una performance ottima. Si tratta del gioiello di tutto il disco, con parti orchestrali e cori immensi. Il ritornello viene quindi ripreso in forma modificata, giusto per non farci smettere di avere i peli ritti. La prossima esplosione arriva presto: i cori assieme alla batteria ci danno un’atmosfera densa e potente. Ci sono quindi suoni di animali, con comunque un effetto generale di eleganza. Un grande ruggito porta a un’altra esplosione, con riff e giri di basso molto duri. Marco si mostra di nuovo un mostro a livello vocale, seguito da una Floor nuovamente grandiosa: con questo dialogo tra i due giungiamo al secondo ritornello. L’atmosfera però cambia ancora, con un background aggressivo e un ritmo pungente. La terza parte (se contiamo anche il lungo intro) va verso la fine con un cambio repentino da energetico a ballad, con archi quasi tristi. Ovviamente non potevano non sfruttare al meglio Mr. Donockley, il quale ci introduce  il pezzo d’archi. Giunge il momento di Dawkins con una citazione : “Most people are never going to die: because They Are never going to be born.” (Molte persone non moriranno mai perché non sono mai nate). E’ il turno di un’orchestra pregnante che ammetto mi ha riempito gli occhi di lacrime. Si vede tutta l’esperienza di Tuomas con le orchestre. Siamo esausti ma una parte calma ci rinfranca da questo viaggio tortuoso, con suoni di maree e onde. La conlusione è quasi pedante e troppo lunga. Ma ogni secondo di questo lunghissimo pezzo è puro piacere…

Cosa posso dire in sostanza? Non è semplice descrivere un disco dei NW in parole povere, e il mio report è più lungo del previsto. Penso sia il migliore album dei NW, poiché integra tutti gli elementi che avevano prodotto nel corso degli anni,ma hanno anche osato provare qualcosa di nuovo


Tradotto da Nightwisher Italian Fanclub.

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