Showtime, Storytime: Recensione

Recensione scritta da Mattia

showtime

Ormai si sa, uno show a Wacken è sempre un grande spettacolo per qualunque gruppo metal che si rispetti. E quale occasione migliore per presentare ufficialmente al mondo Floor Jansen come nuova frontwoman?
I Nightwish concludono il loro altalenante, ma comunque ricco di successo, Imaginaerum Tour con questo DVD dal titolo “Showtime, Storytime”, includendo un documentario di due ore sull’inserimento di Floor Jansen e Troy Donockley all’interno del gruppo.

Partiamo col commentare lo spettacolo: Floor è una professionista, gli amanti del genere la conosceranno per la sua carriera negli After Forever, nei ReVamp e le sue collaborazioni con artisti del calibro di Epica, Ayreon e MaYaN. La sua presenza scenica è impressionante, sa come muoversi e come interagire col pubblico, rimanendo comunque al suo posto, senza atteggiarsi da diva o quant’altro.
Lo spettacolo si apre con tre pezzi della prima “era” dei Nightwish, ovvero Dark Chest Of Wonders, Wish I Had An Angel e She Is My Sin, tutti brani in cui Floor si trova perfettamente a suo agio, che riesce a reinventarli donando loro la sua impronta personalizzata. Il primo pezzo in cui inizio a trovarla in difficoltà è Ghost River, perché all’interno delle strofe dimostra una vocalità troppo aggressiva, quando probabilmente all’interno della traccia stessa quest’aggressività non è espressamente richiesta. Ma chi sono io per giudicare le esigenze di scena?
Mi ha davvero sorpreso Ever Dream. Quando l’avevo ascoltata dai filmati amatoriali di YouTube, avevo sentito un finale veramente pessimo, urlato e a tratti stonato e questo mi aveva fatto partire prevenuto nei confronti di Floor. In questa versione invece sono rimasto veramente allibito dalla potenza del vocale e credo di essere uscito biondo dopo questo ascolto.
Non voglio fare una questione di preferenze o quant’altro (perché queste cose hanno veramente rotto le palle, diciamocelo), ma devo ancora inquadrare Floor sui pezzi di Anette. sono riuscito a farmi piacere Storytime dopo diversi ascolti, ma a causa dell’atmosfera sognante e delicata della versione originale, un approccio così devastante come quello di Floor mi sembra inadatto ed eccessivo, pur essendo comunque una variazione che a molti può piacere.
Proseguiamo con I Want My Tears Back, traccia capace di far smuovere gli animi e ballare le folle. Sarebbe bella cantata da chiunque. Beh, sì, dai, più o meno.
La traccia seguente è Nemo, un must conosciuto da tutti i fan dei Nightwish e che Floor riesce ad interpretare in modo accattivante, personalizzando il finale. Decisamente approved.
Last Of The Wilds fa da intervallo all’intero set, in cui la band dà intero spazio a Troy e alle sue “uilleann pipes”.
Il secondo atto è introdotto da Bless The Child, che ci riporta al lontano 2002. Dopo una simpatica introduzione di Marco, segue Romanticide; da questo momento, visto che siamo agli act finali, sarà un susseguirsi di pezzoni e sorprendenti interpretazioni. Su invito di Floor, la folla esplode non appena sente le prime note di Amaranth e la nuova vocalist opta per giocare col pubblico, facendogli cantare parti della canzone.
I momenti breathtaking arrivano con Ghost Love Score, la canzone preferita di Floor, che per l’occasione interpreta al meglio (unica nota: poteva evitare il growl in “Take me, cure me, kill me, bring me home”).
Le immancabili Song Of Myself e Last Ride Of The Day concludono questo spettacolo memorabile ai più.
Troviamo una Floor a proprio agio con la band, accolta positivamente dalla maggior parte dei fan in tutto il mondo, sicuramente in grado di stupirci e meravigliarci con un album scritto su misura per la sua voce.
Uniche pecche del dvd, una setlist a primo impatto improvvisata, che di “Imaginaerum” ha ben poco. Peccato per la mancanza di Scaretale, che con la voce di Floor sarebbe andata a nozze, e di un momento acustico, ma si sa che nei festival l’energia prevale sull’atmosfera.

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