Recensione di Music Inspired By The Life And Times Of Scrooge

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(scroll down for the English version)

Sicuramente parliamo di un progetto ambizioso, ma Tuomas Holopainen ormai ha preso familiarità con quelle che apparentemente possono essere delle missioni impossibili.
Eppure ce l’ha fatta anche questa volta, con il suo primo album solista Music Inspired By The Life And Times Of Scrooge riesce a emozionare e riconquistare i suoi ascoltatori.

Come suggerisce il titolo, ci riferiamo ad una composizione ispirata alla Saga di Paperone di Don Rosa, da sempre uno degli scritti che hanno ispirato di più il compositore finlandese. Questa volta però il processo compositivo si sviluppa proprio attorno all’opera stessa e il risultato è incredibile.

Cioè che rende unico questo lavoro è senza dubbio la diversità e l’uso massiccio di strumenti diversi per ricreare situazioni e ambientazioni che sappiano trasportare e lasciar immaginare anche un ascoltatore che non abbia letto la storia originale.

Troy Donockley, Johanna Kurkela e Tony Kakko sono solo alcuni dei nomi degli ospiti che si uniscono per dare vita a questo progetto che vive nella mente di Tuomas ormai da tantissimo tempo ed è anche grazie a loro se è possibile quasi toccare con mano una vicenda dai toni a tratti malinconici, altri invece più felici o speranzosi. Una cosa importante è che le parti cantate non prendono il sopravvento sull’intero brano, ma si limitano a crearne una cornice, dando ampio spazio alla musica.

Non mancano le sonorità legate al progetto principale di Tuomas, ovvero i Nightwish (senza però sforare nel symphonic metal); è infatti possibile fare un richiamo agli ultimi due album, specialmente a livello di potenza orchestrale e corale (per esempio in Cold Heart Of The Klondike o The Last Sled), ma è possibile scorgere anche rimandi di stampo più classico e cinematografico, per esempio Michael Nyman in particolare in Goodbye, Papa.

I cambi di ritmo sono sempre presenti ed efficaci, mai opprimenti, permettono comunque di godersi questo viaggio in un turbine di emozioni e pathos.

Si tratta se non altro di un album discograficamente difficile: non verrà mai passato per radio, ma il lato positivo è che va bene così. Più ascolti sono necessari, soprattutto per cogliere l’essenza di un lavoro lungo una vita.

Insomma, quello che ci viene proposto è un Holopainen diverso, insolito, nuovo e più fresco, capace di uscire fuori dal contesto al quale siamo abituati, scorgendo anche un lato comico e fanciullesco che è sempre stato presente nelle sue composizioni, senza mai emergere completamente.

Mattia

ENGLISH VERSION

We are talking about an ambitious project, but it seems that Tuomas is now familiar with ‘impossible missions’. At least apparently impossible.

And he succeeded once again. Tuomas, with his first solo project, is able to thrill and seduce the listeners.

As the title clearly says, we are referring to ‘The Life and Times of Scrooge McDuck’ graphic novel, written by Don Rosa: this is one of book which mostly inspired the finnish composer. This is time though, the creative process revolves around the book itself, and the result is stunning.

What makes this album unique is for sure the great multiplicity and the use of a wide range of instruments to recreate sceneries and situations. Also the listener who has not read the original story will find him-herself into Don Rosa’s realm.

 Troy Donockley, Johanna Kurkela and Tony Kakko, are the main guest musicians, who joined their forces to give life to this project, living in Tuomas’ mind since years. Thanks to them, it’s almost tangible the story, both with his melancholic and happy traits.

It’s important to notice that the vocal parts doesn’t overwhelm the songs but they just create a frame, giving thus great space to the music.

Nightwish influence can be heard, but without arriving to something really symphonic: we can heard an echo of the last two albums, especially for the orchestra and the choirs (for instance in Cold Heart of the Klondike or The Last Sled).

There are also some ‘classic’ soundtrack inspirations, as in Goodbye Papa, in which Micheal Nyman example is almost blatant.

Changes in rhythm are powerful and never boring: they give the listener a whirl of pathos and emotions.

Overall, it’s not an easy album, it will never be heard on radio, and maybe this is something positive. You will need more than one listen to fully catch the essence of this work, a work composed in a lifetime.

What Holopainen propose us is something different from Nightwish, something fresh and new. It’s probably out from the Nightwish boundaries we are used to, but we can also enjoy a comic and childish side, typical of the maestro.

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