Londra, 19/12/2015

Il racconto di JESSICA 

Sono passati quasi tre giorni dall’epico concerto sold out dei Nightwish a Wembley e il mio cuore e tutte le mie emozioni sono ancora lì, dentro q
uella arena…Per me questo weekend è stata una doppia rivelazione: vedere Londra per la prima volta ed assistere ad un live magnifico della mia band del cuore.Grattacieli avanguardistici, ciclisti uomini e donne in abito da ufficio su bici da corsa: queste le cose che mi hanno subito colpita ed estasiata di questa città che posso definire la New York d’Europa, una città cantiere che non smette di crescere dove tutto è possibile.

È stato un weekend intenso e all’avventura: ho provato a coinvolgere degli amici per aggregarsi a me in questo viaggio (meglio tour de force) ma non ho avuto fortuna….sapevo però che non potevo perdermi questo live, che qualcosa di magico sarebbe accaduto…e così son partita da sola, aggregandomi a due simpaticissimi ragazzi greci che si trovano in Inghilterra per studio.

Arriviamo all’arena, purtroppo non presto quanto desiderassi ma la fila davanti a noi non è così esagerata come temevo.Dopo un’ora e mezza di attesa entriamo, il palco è lì e riusciamo ed essere molto vicini, ci troviamo alla distanza di circa 10 persone o poco più.Inizia il concerto con gli Amorphis e gli Arch Enemy, due gruppi molto interessanti che non avevo mai visto prima di Bologna. Colpisce soprattutto la cantante degli AE, all’apparenza una angelica e graziosa e “fatata” ragazza dai lunghi capelli blu che quando canta beh, non posso dire che la sua voce sia più così angelica XD, non è esattamente il mio genere ma i pezzi sono comunque piacevoli e lei ha una presenza spettacolare sul palco! Bellissima!

Ma io ero lì per i Nightwish e non aspettavo altro. Ero lì nella folla, in piedi per così tante ore che alla fine non sentivi più le gambe, braccia alzate per il 99% del tempo a sventolare la mia bandierina italiana con orgoglio patriottico!I video sui maxi schermi alle spalle del palco sono stati decisamente migliorati, a Bologna alcuni lasciavano un pò a desiderare, e facevano da cornice in maniera egregia allo spettacolo di luci, fiamme e fuochi d’artificio a ritmo di musica.Ovviamente ho pianto come una bambina con Everdream, While your lips are still red e Ghost love score, ma l’inaspettata The Poet and the pendulum mi ha stesa…Felicissima poi di aver sentito Alpenglow dal vivo!

Ma la ciliegina sulla torta è ovviamente lei, The greatest show on Earth: un capolavoro musicale incomparabile, un genere a sé, dal messaggio profondo verso l’umanità di prenderci cura “del nostro giardino”. E se non avete capito ancora perché siete qui su questo pianeta, i Nightwish ve lo ricordano con questo brano “….we are here to care for the garden, the wonder of birth of every form most beautiful…”. Un brano che ripercorre la genesi della terra sino all’estinzione dell’uomo.

Ed ecco finire il concerto, i coriandoli bianchi e neri sopra di te e senti che vorresti ancora qualcosa. Ma non è del tutto finita: sale sul palco Richard Dawkins, un etologo, biologo, divulgatore scientifico, saggista e attivista britannico, considerato uno dei maggiori esponenti dell’epoca contemporanea della corrente del neodarwinismo nonché del “nuovo ateismo (*Wikipedia) i cui testi sono stati fonte ispiratrice di questo brano e di questo album e la cui voce accompagna questa canzone nella parte finale. Era evidentemente emozionato di trovarsi davanti a questa scalmanante ed eccitata platea tanto che ad un certo punto si ferma come a dimenticare le ultime parole.

Anche a Bologna il concerto è stato intenso, ma a Wembley ho capito che il parterre ti fa provare altre emozioni, molto più forti. Quando sei in tribuna è come stare al cinema: lo spettacolo è comunque stupendo ma senti che manca qualcosa. A Wembley mi sono sentita parte di qualcosa più grande, veramente magico. Cantare assieme a Chris e Georgeos e a tutti quelli che mi circondavano, sentire la platea vibrare, il calore e l’energia di migliaia di persone che all’unisono intonavano la stessa canzone, avvertire qualche sguardo dai membri della band, stare così vicini a loro quasi da toccarli…Vederli sorpresi e felici come noi dell’energia che fluiva dal platea al palco e viceversa, sapere di far parte di qualcosa di indimenticabile: uno show che entra nella storia ed io ero lì.