Planetmosh: Intervista con Marco: ‘Tuomas non è un dittatore né un tiranno’

Un’altra recente intervista prima del Download Festival. E’ il turno di Marco.

L’intervistatore inizia con  le domande di rito sul Festival, Marco sa che hanno un ottimo slot, prima degli Iron Maiden, quindi dovranno fare un buon show, sullo stile di Wembley magari. Si parla brevemente anche della Nightwish Cruise dello scorso anno: Marco si è divertito, perché sulla nave c’era tutto, fans, concerti, ristorante. E suonare su una nave è quasi come suonare in un piccolo locale, molto intimo, il pubblico dà un feedback subito e di fa sentire a tuo agio.

Parlando anche di altri concerti importanti, ovviamente si torna a citare Wembley. Marco sa che suonarci è stato un grande momento sia per la band che per la carriera personale di ogni membro. L’Inghilterra è sempre stato un mercato un po’ difficile per loro e arrivare addirittura a fare un Sold Out all’Arena è di sicuro un momento importante per la band.

Se vi stavate chiedendo come funziona per loro sul palco la questione Pyros, ce lo spiega il nostro bassista: è pericolo perché c’è molto calore, ma sulla setlist viene segnato precisamente cosa e quando succederà qualcosa. Sanno anche in che punto preciso del palco ci sono fiammate o effetti pirotecnici, bisogna stare un po’ attenti

La band si prenderà un anno di riposo. Intenti rilassarti o hai da fare con i Tarot?

Mi voglio riposare primariamente ma ho anche dei piani. Con i Tarot non è semplice perché uno dei nostri ragazzi è ammalato e non sappiamo come finirà. Per una band come noi, che siamo stati assieme per 30 anni, non è facile cambiare line-up.

Penso che tutti abbiano la percezione che i Nightwish vanno in pausa, poi si risveglia dal riposino scrivendo un nuovo disco mentre voi registrate e basta. Di sicuro non è solo così. Quanto sei coinvolto? 

Beh parecchio. è vero che Tuomas scrive la maggior parte dei pezzi e dei testi ma ci sono almeno 4 o 5 canzoni ad album che sono scritte da me, altre in cui metto mano alle lyrics, in altre ancora facciamo un lavoro tutti assieme, provando e riarrangiando. Tutto fanno qualcosa. Anche le democrazie hanno un presidente e Tuomas non è un dittatore o un tiranno, checché se ne dica. Quando scrivi i pezzi con la tastiera non puoi sapere se al bassista va bene suonare le cose in quella maniera, quindi mi permetto di dire la mia. Ma siamo sempre stati liberi di esprimerci e proporre idee-

L’intervistatore prosegue commentando la grande presenza scenica di Floor (Marco però non è sicuro sia una presenza ”metal”) e di quanto sia spettacolare TGSOE (”Ci sono volute un bel po’ di prove!”)

Non è facile però, ogni volta che fate un disco risulta migliore degli altri precedenti… è una bella sfida a migliorarsi di volta in volta? 

Si ma non penso che questa cosa cambierà il modo di lavorare. Per ora abbiamo avuto album di successo perchè abbiamo aperto la mente e vogliamo continuare  farlo. Non ci sono restrizioni per noi quando componiamo. Scriviamo dischi in un periodo particolare della nostra vita quindi si riversa tutto nel disco stesso e nelle lyrics. E’ un prodotto del nostro contesto, si scrive meglio usando le cose che si hanno al momento.

Con Imaginaerum ci avete mostrato che sapete fare cose diverse, che nessuno aveva mai fatto prima. Non ce lo aspettavamo e il risultato è un album davvero brillante. 

Sì c’è stato un certo elemento di sorpresa ed è fondamentale perché senza quello tutto è stagnante. Io la penso così, è sempre bene provare cose nuove.

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