Metal Hammer: recensione di EFMB

Ecco la recensione di Metal Hammer UK.

I leader indiscussi della scena metal sinfonica finlandese (e non) si evolvono nuovamente. Quando pensavi di conoscere bene i NW, eccoli che producono qualcosa che ti lascia scappare un ‘UH?’

Per la loro natura, la musica dei NW è stata creata per sfidare lo status quo musicale in campo metal, sia con nuances progressive, influenze celtiche o ritmi epici raggiunti al massimo con Imaginaerum.
Come la vita imita l’arte, le questioni della band sono state drammatiche, partendo dalla questione con Tarja e ancora di più con la ‘cacciata’ di Anette, senza troppe cerimonie, frizzi e lazzi.

Nel 2015 le cose non sono diverse. Floor è entrata nelle file ma non ha di certo tolto alla band la possibilità di scegliere un tema biologico per il nuovo lavoro, con tanto di ciliegina sulla torta: la partecipazione dell’eminente biologo e ateo Dawkins.

Il leader della band ha scelto questo tema per via della sua passione fanciullesca per la biologia e la teoria evoluzionista, la quale mostra un modo in perfetta armonia. Del resto se con la tua band vuoi esplorare certi temi, devi avere un certo gusto per le cose epiche e un passione per lo studio di cose importanti.

L’album si apre con ‘Shudder before the beautiful’ che ci lancia in un momento di pura retorica ‘

‘Lo sconosciuto, il grande show, il cori della stelle’: questo è il ritornello che ci sussurra Floor, con onde di orchestrazioni e sezioni massicce al suo massimo climax.

La potenza continua con Weak Fantasy, che ha quasi un intro death metal, una sorta di esplosione nucleare in un teatro d’opera.  Esplodono anche gli archi e fiati, con melodie trionfanti. L’assalto finale ricorda i

Queensrÿche.

Per quanto riguarda gli intro potenti, EFMB si limita a questi due pezzi. Ora infatti l’ottavo disco è meno immediato, più placido e progressivo grazie ai tocchi celtici di Troy. In questi momenti umili la voce di floor è al top e ci parla in maniera seducente e sicura di sé, della grande storia dell’evoluzione.

La chiosa del disco è l’opera massima da 24 minuti, TGSOE, il  momento cruciale. Dawkins appare e fa alcuni monologhi.

‘Moriremo e per questo saremo i più fortunati’ dice mentre in lontananza sentiamo canti di balene. La canzone sancisce l’indiscussa superiorità dei NW, con questo nuovo stimolante capitolo della loro carriera.

Voto finale 7/10


Fonte: forum ufficiale. tradotta da Nightwishers

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