Recensione dalla Francia: Radiometal

Altra recensione, ora dalla Francia. Allons-y!! 


Cominciamo ad avere l’idea che l’uscita di un disco dei NW sia ormai un evento nel campo metal, soprattutto in questo caso visto che la band ha cambiato di nuovo line up, ufficializzando il polistrumentista Troy e la terza cantante della loro carriera, Floor Jansen. Una scelta eccitante e piena di promesse se teniamo conto del pedigree della cantante e delle sue capacità sia liriche che rock.

Lo scorso 9 febbraio, abbiamo incontrato Tuomas e Floor, per parlare un po’ della loro opera, e abbiamo sentito il disco. Possiamo solo dire che ancora una volta i NW mostrano la loro grande ambizione. Vi diamo ora i nostri pareri dopo una sola sessione di ascolto.

1-Shudder Before The Beautiful

Il nuovo album si apre con forza: l’enorme orchestrazione che apre questa canzone è seguita da forti chitarre. Floor usa la sua voce rock per questo pezzo catchy, potenziale secondo singolo. I cori sono orecchiabili. La progressione è abbastanza lineare e la struttura classica

  1. Weak Fantasy

Qui di ‘weak’ (debole) non c’è nulla. I grossi riff in apertura sono controbilanciati da chitarre folk. Floor comincia a mostrare tutta la sua capacità, con una voce rock ma diversa dal primo pezzo. Marco fa la sua prima apparizione con la sua caratteristica voce roca.

03.Elan

Il primo singolo si apre con il piano e il flauto. La presenza di Troy è massiccia e dona ambienti molto folk. La voce di Floor è più dolce qui. Anche in questo caso la strutture è classica, quindi è un buon singolo (la versione album ha un intro leggermente diverso con le chitarre acustiche). Una track che lascerà i fans a bocca asciutta ma piacerà a un pubblico oltre quello metal.

  1. Yours Is An Empty Hope

La band ha tra le sue file un ottimo chitarrista fin dalla sua fondazione, e qui è sfruttato al Massimo. Non impiccia con le orchestrazione e in questo pezzo ci ricorda un po’ Scaretale. Abbiamo un bel dialogo tra Marco e Floor, per una volta è la cantante e non IL cantante che ci offre gli ‘urli’. Questa donna è chiaramente una grande scelta per la band.

  1. Our Decades In the Sun

In apertura troviamo dei cori originali. Si tratta di una canzone molto dolce, nonostante la predominanza delle chitarre. Ancora una volta Emppu si è imposto.

  1. My Walden

Troy canta l’introduzione in una lingua a me ignota (gaelico? Anglosassone antico?)

L’ambientazione è di nuovo (ma molto più di prima) celtica, ottima per tutti quelli che amano il mix metal e celtico.

  1. Endless Forms Most Beautiful

Cosa succeed alle chitarre? Il ritornello è molto orecchiabile, le linee vocali di Floor sono originale ma ci sono intervalli non semplici. Si sposano benissimo cori, chitarre e orchestre.

 

  1. Edema Ruh

Anche qui Troy canta e suona. Struttura classica, voce di Floor dolve. Si tratta forse della canzone meno decisiva dell’album, ma comunque l’abbiamo sentita una volta sola… A quanto pare questo doveva essere il primo singolo, a discapito di Elan. Vista poi la sua accoglienza, tacciato di essere troppo pop, forse ci siamo evitati il peggio…

  1. Alpenglow

Non solo l’intro di tastiere è molto orecchiabile, ma ricorda molto Nemo e il ritornello di sicuro farà strage ai concerti. Troy aggiunge colore e Floor ci offre moltà diversità in una canzone sola: dolce ma anche rock nel ritornello.

  1. The Eyes Of Sharbat Gula

Questo titolo ha delle percussioni molto originali. Chiunque abbia assistito a delle cerimonie in un tempio buddista si ritroverà in quell’ambiente. Troy e il coro di voci bianche vocalizzano ma senza parole.

  1. The Greatest Show On Earth

Ecco al monumentale pezzo che si apre con un violoncello e un piano, prima dell’orchestra. Floor e il coro continuano a vocalizzare, mentre Dawkins comincia a narrare.

Nel secondo movimento viene ripresa la parte del prima, ma con piglio più decisivo. Floor introduce il suo canto con un pezzo parlato

IL terzo movimento cambia ancora, con forti percussioni, cori e rumori di animali. La band ci sorprende ancora. Le chitarre tornano a farci gioire e torna Marco. Floor da il meglio della sua voce rock. Appare qualche pezzo di ‘Toccata e Fuga in Re Minore’ di Bach, tema spesso usato per le opere a tema vita e evoluzione.

E’ un beat techno quello che sentiamo alla fine di questo movimento??

Cambia subito l’atmosfera, con questo piano calmo e rumori vaghi. Il passaggio è calmo e Dawkins legge tranquillo. E’ il momento di un canto di una balena.

La divisione in parti è evidente ma non da fastidio.

In generale tastiere e le chitarre sono più prominenti rispetto a Imaginaerum, dove il piano era letteralmente sommerso dietro all’orchestre. Quello che Tuomas aveva detto che il disco era più ‘da band’’ ed è chiaro.

L’unica cosa che non spicca è la batteria? Forse perché manca Jukka?

Marco come cantante è sfruttato poco (meno rispetto a Imaginaerum), ma al contrario Troy è un prezzemolo.

Tuomas ha anche detto che Floor è molto versatile e non si è fatto mancare nulla. Ma allora dove è il cantato opera?

Le canzoni sono molto diverse tra loro, ma in generale è un lavoro coerente. L’unica incongrua è la strumentale.


Tradotta dal francese da Nightwishers. Intervista originale su radiometal.fr

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