Intervista a Marco: Crank It UP

Durante il Promo Tour in Svezia, Marco ha rilasciato un’intervista per Crank It Up.


Quando i concetti  di opera e metal sono usati assieme, in nove casi su dieci si parla di Nightwish. Una band che grazie loro stile pomposo e ai cambiamenti ‘tormentati’ di cantanti, ha portato loro stessi e la Finlandia nell’atlante mondiale dell’hard rock. In meno di due decenni hanno fatto turnée in tutto il mondo. La domanda ora non è tanto se il loro ottavo album in uscita è un lavoro personale ma se riuscirà a mantenere lo stile orchestrale. Inoltre il tema scientifico del disco potrebbe fare alzare qualche sopracciglio.

Non so dire se sto cercando di smettere di fumare, visto che sto ancora assumendo la mia dose di nicotina da questi affari; dice Marco sbuffando vapore da una sigaretta elettronica.
Ma almeno posso evitare di uscire per fumare!

Come se ci fosse bisogno di confermare questa sua teoria, fuori dalla finestra dell’albergo infatti vediamo la neve che fiocca. Attorno a noi i giornalisti hanno ricevuto dei lettori MP3 con una copia di EFMV. Accoccolato in una poltrona, il bassista 49enne comincia a raccontarci del nuovo disco della band.

Se isoliamo tutte le parti di orchestra, chitarre e strumenti, cori etc, penso che potremmo ottenere circa 600 tracce del disco. Ovviamente bisogna poi mixarle e renderle adatte al disco, ma sono talmente tante che sono contento di non doverle mixare personalmente!! Aggiunge Marco con un sorrisetto.Ci sono stati momenti diversi durante la composizione.Tuomas scrive la maggiorparte dei testi e della musica. E’ il primo disco in cui ho contributo con un po’ di materiale mio. L’inverno scorso sono andato a casa sua per ascoltare un po’ di demo. Abbiamo subito iniziato a discutere e in primavera abbiamo fatto le prove con tutta la band. Nei mesi successiva abbiamo lavorato per rendere il materiale più personale- E’ stato un processo aperto e nulla è stato scritto su pietra. Solo dopo aver provato tutto il materiale, abbiamo cominciato a registrare. Siamo stati anche a Londra per le orchestrazioni e i cori. C’era ovviamente molto da fare, ma eravamo comunque concentrati sul missaggio in modo da far sentire che c’è una band sotto a tutta quell’orchestra.

Non è solo la musica che mette la band sotto i riflettori. Uno dei pilastri portanti della loro carriera è stato per anni la capacità narrativa di Tuomas: mentre per i dischi precedenti essa era ‘variegata’, in questo caso si concentra solo sulla scienza e sull’evoluzione.

E’ importante per me sapere ed essere a conoscenza di questi temi, per capire cosa vuole trasmettere Tuomas. Soprattutto quando sono io che canto. Almeno, sono sempre stato appassionato di scienza fin da bambino. Mi interesso di astronomia e volevo fare l’astronauta. Per me è stato tristissimo scoprire, a otto anni, che la Finlandia non ha un progetto spaziale. Adoro anche il genere sci-fi e mi è piaciuto vedere come Tuomas ha usato tutto questo materiale per comporre. E’ riuscito a sintetizzare e spiegare bene il tema pur dandogli un tema poetico.

Parlaci un po’ del tuo interesse per la scienza.

Mio padre aveva un grande libro sull’universo. Le foto che conteneva erano le mie preferite quando ero piccolo. Tutte le immagini delle nebulose e delle galassie, scattate con apparecchiature sofisticate…. Per me era una cosa miracolosa. Non so da dove venga questa mia passone ma c’è sempre stata. Ho letto i libri di John Carter, e per me è tutto collegato alla mia infanzia. Una delle meraviglie che mi piace usare come esempio, per spiegare la bellezza della scienza, è quello che stiamo facendo tu ed io proprio ora. Siamo seduto e muoviamo il nostro corpo, spostando un sacco di molecole e atomi. E’ stupendo pensare che si siano sviluppati da una stella milioni di anni fa. Inizialmente l’universo era composto solo da idrogeno e particelle di elio. Poi si è tutto condensato in materia e sostanza.  Tutto il ferro nelle nostre vene il diossido nei nostri muscoli è stato creato tempo fa, tanto da non poter nemmeno immaginare. E’ meraviglioso.

Come hai reagito quando l’etologo e evoluzionista Dawkins ha deciso di collaborare con voi?

Devo ammettere che non avevo letto sulla di suo. Tuomas invece aveva già letto tutto, ma io di solito leggo per rilassarmi. La scienza di cui mi interesso è più ‘breve’, tipo in articoli, o al massimo qualcosa del genere fantascientifico. Sapevo chi fosse ed è interessante come o lo si odi o lo si ami. Abbiamo sollevato davvero un polverone nei vari siti e forum. Insomma, oggi per fare scalpore bisogna prendere uno scienziato evoluzionista e subito TUTTO il tuo materiale diventa controverso.

Mi fido della capacità compositiva di Tuomas, ma quando ti tuffi a capofitto in questo genere di scienza, bisogna stare attenti a non rendere le cose mielose o frivole. Quando leggo i testi però sento che ha trovato un ottimo approccio. E’ riuscito a tenere il tema legato al miracolo della vita ma in maniera comprensibile.

Nel giugno 1985 la copertina del National Geographic veda una donna, il cui sguardo è diventato iconico per la guerra afgana. Il suo nome è diventato noto solo nel 2002 e ora raccontate la sua storia di nuovo:Tuomas ha detto che la foto ha avuto una forte presa su di lui. Simboleggia tanto per il mondo di oggi. I regimi politici e religiosi controllano la gente e la obbligano ad agire in un certo modo. Non solo in Medio Oriente, ma ovunque. Persino in Scandinavia.

E’ importante per un musicista parlare di questo?

Per me è difficile parlare dell’importanza di questa cosa, non la vedo proprio in quest’ottica. Non siamo dei predicatori di una verità assoluta. Ci mettiamo solo a pensare alle atrocità del mondo.  Se ti metti a scrivere di certe cose, ovviamente la gente ne parlerà, ma è un bonus. Certo puoi essere nel giro solo per divertire ma se sei una persona concreta e metti un po’ di sostanza dietro a quello che scrivi, ne esce qualcosa di più convincente. C’è però un rischio nel superare certi limiti. Puoi essere visto come naive, ma allo stesso tempo ne vale la pena.  Abbiamo trovato un buon bilanciamento ma non vogliamo spingerci oltre: se non avessimo fatto qualcosa di sicuro, non sarei stato nella band…

Tre anni fa è uscita la Score di Imaginaerum, da allora due membri sono stati aggiunti alla band e una cantante è stata sostituita.

Troy suona tutto, dalle pipes al bouzouki. Inoltre canta, ed è veramente adatto alla band e a noi: ha il nostro humor e spara cavolate come noi! Abbiamo quindi deciso di tenerlo con noi. Anche Floor ovviamente.

Per quanto riguarda Jukka, abbiamo iniziato a provare il materiale con lui. Si è subito impegnato ma le sue difficoltà sono emerse e la sua insonnia è peggiorata. Questi problemi sono legati alla band, quindi appena si è messo a lavorare la situazione è precipitata. E’ strano perché ama suonare e ama la band, ma dopo una settimana senza dormire il cervello va in fiamme. Non riesci a pensare e ormai sono anni che ha problemi. La sua decisione è stata chiara: non registrare, quindi abbiamo dovuto chiamare Kai. Jukka fa ancora parte della band e si occupa del business. Se ne intende di queste cose che a me annoiano!

E Floor? Anche lei sembra molto presa dalla band…. Si è trasferita in Finlandia e si sforza per studiare il Finnico…

L’ammiro davvero tanto. E’ motivata e perfetta per la dinamica della band. Abbiamo già fatto un tour con lei, quando era negli After Forever. Quando Anette ha mollato all’ultimo (…..) è stata una delle prime persone a cui abbiamo pensato. Non avevamo nulla da perdere.

Abbiamo suonato alla House of Blues a New Orleans, e dopo ci siamo rilassati al quartiere francese presso un bar che serviva assenzio. Dopo un po’ sono arrivati dei fans e si sono messi a chiacchierare con Troy. Gli hanno chiesto come fosse Floor. Lei era poco distante, con un sigaro in bocca e un bicchierozzo di assenzio, accarezzando un cavallo della polizia . Troy ha detto ‘E’ proprio là. Ed è fantastica’

Intervista completa qui, tradotta dallo svedese da Nightwishers, per favore non copiare senza il nostro consenso.

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